L'evoluzione delle Specchiere nella storia

Le specchiere

Se nel Cinquecento i primi specchi erano piccoli e racchiusi in una cornice, nei due secoli successivi divennero invece più protagonisti grazie alla loro capacità di dare vita a illusioni prospettiche e di regalare luminosità all'ambiente.

L'utilizzo di specchi grandi si rafforzò con il Barocco quando essi divennero elemento di decoro delle pareti di saloni e sale fino a porsi sopra i cassettoni.

Erano ben decorati e intagliati sia che si trattasse di specchi da appoggiare su un piano sia che venissero messi sulla parete.

Foglie, rosette, ghirlande, riccioli e così via erano alcuni dei motivi ornamentali più frequenti delle loro cornici.

Una delle invenzioni più apprezzate nella storia di questo mobile fu indubbiamente quello conosciuto come "psiche" che spiccava nelle camere da letto.

Si trattava di un grande specchio verticale racchiuso da una cornice di legno o ovale o rettangolare, che reggeva su gambe a cavalletto.

Poteva essere inclinato a proprio piacimento.

Nel corso della sua storia lo specchio fu anche elemento caratterizzante del mobile-toilette: ovale, rotondo o rettangolare, era sorretto lateralmente da perni e di larghezza variabile.

Altrettanto apprezzato ed elegante era il mobile noto come "pettiniera" o "coiffeuse", caratteristico della Restaurazione e generalmente in mogano.